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Paradiso Egiziano

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Sharmarathon gara


Articolo e foto pubblicate sul numero di ottobre 2008


Sharmarathon 2007

Si è conclusa con successo la 4^ Sharmarathon, edizione completamente rinnovata rispetto alle precedenti sia nel percorso di gara sia nella gestione turistica. A conferma della validità delle scelte fatte dall’organizzazione Startline Club di Roma, la massiccia adesione di concorrenti (200 circa) e accompagnatori, triplicati rispetto al 2006, allettati dall’ottima e vantaggiosa offerta turistica.
Il pacchetto turistico prevedeva il soggiorno nel club Alpitour presso il Mirabel Beach resort a 5 stelle inaugurato nel 2006, situato sul mare a nord di Sharm, trattamento all inclusive, adatto alle esigenze del podista con piscine, bagno turco, sauna, palestre, centro massaggi (unico servizio a pagamento), diversi ristoranti con ottima cucina italiana. Per la sgambata giornaliera frequentatissimo dai nostri podisti il percorso lungomare cementato e ombreggiato da palme.
Durante la settimana sono stati organizzati allenamenti collettivi nel parco naturale di Nabq, utili per prendere confidenza con il deserto e testare l’abbigliamento idoneo, così da non avere spiacevoli sorprese il giorno della gara. Organizzate anche alcune serate con la presenza di esperti del settore tecnico del running e medici dello sport.
Un lungo convoglio di pullman e mezzi dello staff, scortato dalla polizia, ha trasportato atleti e accompagnatori verso l’estremità meridionale del Sinai, a una sessantina di chilometri a sud dell’albergo, dove si trova il parco naturale di Ras Mohammed (Capo Maometto), riserva naturale di mare e di terra. Qui, a pochi metri da una delle più belle barriere coralline del mondo, si è corsa la 4^ edizione della Sharmarathon, prima gara sportiva organizzata in questo splendido lembo di terra protetto dall’Unesco, dove il mare e il deserto si contendono lo spazio creando un’infinità di piccole baie, insenature, fiordi, lagune e il colore del mare sfoggia tutte le sue variegate tonalità, dal turchese dei bassi fondali al blu cobalto dove l’acqua è più profonda.
La linea di partenza-arrivo sotto la monumentale porta d’ingresso all’area protetta, diventata simbolo del parco.
Duecento circa gli atleti al via, ventidue gli egiziani, massiccia la presenza femminile con trentasei atlete, tre le egiziane che hanno corso completamente coperte com’è loro costume.
Fin dai primi chilometri un gruppetto d’egiziani ha guadagnato la testa della corsa rimanendovi fino alla fine, l’unico italiano a contrastare l’ondata egiziana è stato Giovanni Iommi arrivato sesto in 1:16’21”, decimo il secondo degli italiani Eros Lenticchi.
Podio tutto italiano nella gara femminile, prima Roberta Boggiatto sedicesima nella classifica generale con 1:27’48”.
Ottima l’organizzazione della gara, parco completamente chiuso a disposizione degli atleti e accompagnatori, percorso ben segnato, fondo quasi sempre compatto a parte qualche tratto sabbioso, tempi rilevati con microchip, segnati tutti i 21,097 km, rifornimenti d’acqua ogni tre, sali ogni sei, percorso presidiato da una decina di quad dell’organizzazione oltre che da diversi fuoristrada della polizia turistica egiziana, due ambulanze con personale medico locale e due medici italiani.
La sera cerimonia conclusiva nell’anfiteatro del Mirabel Beach, con la proiezione delle foto della gara, spettacoli folcloristici e premiazioni alla presenza delle autorità locali che hanno seguito con interesse tutti i principali eventi della manifestazione.
Cala il sipario su questa mezzamaratona che sicuramente si collocherà nell’elite delle gare uniche al mondo per la spettacolarità e unicità dell’ambiente entro il quale si snoda il percorso, tra i più belli che ho fotografato.



Pierluigi Benini